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【Spazio arte】Opera Unica: Arte Timbrica di Aldo Pancheri

Data:

21/11/2018


【Spazio arte】Opera Unica: Arte Timbrica di Aldo Pancheri

Luogo: Spazio Arte, Istituto Italiano di Cultura-Osaka

Periodo: 21 novembre - 6 dicembre (da confermare)

Aldo Pancheri nasce a Trento nel 1940. Nel maggio del 1954 un grande ed indimenticabile poeta, Alfonso Gatto, lo presenta in un’esposizione personale alla “Sala degli Specchi” di Trento. Diplomatosi all’istituto Statale d’Arte di Trento, studia all’Accademia di Belle Arti di Bologna nella scuola di Virgilio Guidi ( altri insegnanti sono Pompilio Mandelli e per l’incisione, Paolo Manaresi e Luciano De Vita ), dove si diploma nel giugno del 1962. Durante questi quattro anni di studio si lega di profonda amicizia con il pittore Giorgio Azzaroni e dallo stesso è invitato a misurarsi a Milano nei premi Diomira e San Fedele che ad Azzaroni avevano fruttato la stima e l’amicizia, concretatesi in un contratto con Carlo Cardazzo, il mercante italiano di più ampio respiro in quegli anni. Pancheri che consegue un primo premio al Diomira e due secondi premi al San Fedele, negli spazi dello stesso riproporrà negli anni seguenti piu volte il proprio lavoro, singolarmente o con altri artisti. Dal 1961 al 1969, mentre insegna disegno architettonico ed ornamentale a Trento, alla galleria L’Argentario conosce il pittore Aldo Schmid e per circa un anno condivide l’atelier con lo stesso. Pur perseguendo diverse poetiche finalità, Pancheri di Schmid ricorda l’ostinato rigore nella propria ricerca formale e l’umana solidarietà. E’ tramite Schmid che acquista un antico torchio litografico a stella con cui inizia la propria attività incisoria e sul quale tira personalmente una serie di incisioni che saranno esposte alcuni anni dopo a Palazzo Sormani a Milano. Con Schmid e Luigi Senesi affronta per la prima volta un’esposizione in una sede pubblica al Museo Civico di Palazzo Sturm a Bassano del Grappa. Negli anni ’70, Pancheri, pur mantenendo tutte le amicizie ed i contatti a livello culturale con la propria città si trasferisce definitivamente a Milano. Entra in amicizia con l’architetto Luciano Baldessari, artista di fama internazione, uomo di generosa personalità e prodigo di incoraggiamenti, di consigli e fattivo aiuto con collezionisti ed amici dell’ambiente artistico. Nel 1983 espone in una personale alla galleria “Il Traghetto“ di Venezia e da allora si stabilisce con il gallerista Gianni De Marco, uomo di eccezionale sensibilità, che diviene il “suo“ gallerista, un rapporto di stima e di confidenza che si protrarrà fino alla sua improvvisa scomparsa. Dal 1980 collabora con lo stampatore Giorgio Upiglio in tecniche sperimentali con composti plastici di propria invenzione. Dal 1983 partecipa ad “Avventure visive“ ( gruppo artistico iniziato con Giorgio Azzaroni, Giancarlo Marchese e Franco Ricci ) e con maggiore continuità a “Morfo-cromo-machia” nel quale espongono regolarmente anche Ginda Jannini, Domizio Mori e Renato Pancheri. Pancheri, nell’ambito delle attività culturali promosse dall’Unesco, ha partecipato, quale uno dei rappresentanti per l’Italia dell’Insea, a un soggiorno di studi a Coventri nel luglio 1970 ed ha soggiornato alla Künstlerhaus di Salisburgo nel novembre 1986 e a Glorenza nel 1987, nel contesto delle attività culturali promossi dall’Arge-Alp. Fra gli amici artisti il cui contributo è stato significativo per le attività di Pancheri in questi ultimi anni si segnalano Adalberto Borioli, Piersandro Coelli, Sergio Dangelo, Rudolf Haas, Alessandro Martellotta per l’arte digitale, Suhuei Matsuyama, Stefano Pizzi, Franco Ricci, Lome, Lorenzo Nardelli e lo scultore Giancarlo Marchese.

TRITTICO

Commento alle tre opere

Questo trittico è il risultato di una mia iniziativa “Guerre o Pace” alla quale hanno partecipato 15 artisti, alcuni di chiara fama, in Palazzo Trentini a Trento dal 21 Marzo al 16 Aprile 2018. Le opere sono fra di loro collegate visivamente e anche psicologicamente da un’armonia di contrasti.

“Cieli senza scala”e “Il silenzio chiama” sono basate su una tonalità fondamentalmente azzurra e come sappiamo l’azzurro è il colore della lontananza. In un certo qual modo si possono intendere anche come qualcosa che riflette il sogno in cui tutte le variazioni colorate danno un senso di armonia e di pace.

A queste due si contrappone “A ferro e a fuoco”che suggerisce non più un sogno ma l’incubo della guerra. La tonalità scura di base è lacerata da colori rossi e tonalità violacee. Delle esplosioni color fuoco e della pasta acrilica bianca danno il senso di una frantumazione esasperata. I timbri che, come negli altri due dipinti, partecipano al tessuto dell’opera evidenziano ancora maggiormente la diversa atmosfera psicologica.

Queste tre opere sono quindi anche esempio di un nuovo stilema “Arte timbrica”.

Informazioni

Data: Da Mer 21 Nov 2018 a Gio 6 Dic 2018

Organizzato da : イタリア文化会館−大阪, Arti services

In collaborazione con : 東洋学協会

Ingresso : Libero


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura di Osaka, イタリア文化会館ー大阪

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